spiritDzoe


Dopo 8 anni di Collettivo Unfolk spiritDzoe é il mio primo cd solo, un disco inaspettato in cui ho sviluppato spontaneamente una musica contemplativa, astratta, e sospesa partendo solo da vaghe strutture composte e improvvisando letteralmente i brani traccia dopo traccia, arrangiandoli al momento. Dopo tutto questo tempo, il suono unfolk si é trasformato in un minimalismo post-folk di difficile collocazione anche per il suo stesso autore. Talvolta la musica si regge su un solo accordo o su semplici soluzioni armoniche, ma allo stesso tempo é ricca di sperimentazione in studio. Nel riascoltare la Suite ho avuto la netta sensazione che più che un suono di ricerca, io abbia intrapreso una sorta di ricerca del suono che per il sottoscritto sembrava ormai perduto… qualcosa che si concretizza solo nella parte finale col ritrovamento del ritmo primitivo (le ultime 2 sono le uniche parti interamente composte prima di entrare in studio e, a mio parere, sono la chiave per interpretare la suite).

parte 1. un feedback controllato di mandolino sorretto da un “drone” immobile… forse é il primo feedback di mandolino registrato su disco? Non é stato lasciato al caso ma é stato provato meticolosamente per trovare le giuste note e le soluzioni più interessanti al massimo del volume.
parte 2. pezzo in cui le note di basso, una volta decise, vengono suonate con una sequenza improvvisata; ispirato dalla silenziosa nebbia di gennaio in campagna e sulla laguna.
parte 3. per 2 chitarre che creano un’impercettibile armonia nascosta e descrivono l’imprevista uscita del sole dopo una lunga stagione piovosa.
parte 4. pezzo minimalista in cui la seconda parte é improvvisata rallentando progressivamente la successione delle note di basso, ma mantenendo inalterata la velocità della base: l’effetto é quello di un suono che gradualmente si stempera nello spazio, perdendo i riferimenti ritmici.
parte 5. interludio “non cameristico”, chiamato anche “unchamber interlude” in cui i fiati vengono suonati in modo virtuale.
parte 6. pezzo elettronico dalle forme diverse, ora in una versione definitiva elettroacustica.
parti 7 & 8. pezzi sopravvissuti dall’originario progetto di Musica Rituale che traeva ispirazione da un viaggio in Africa, dallo studio approfondito della musica di Don Cherry e dall’esperienza musicale assieme ai ragazzi disabili che mi ha dimostrato le potenzialità umane, psicologiche e fisiche della ricerca ritmica.

FILE UNDER: alternative, minimal, instrumental, electronic, ambient, experimental, ethno, prog, post-folk, post-rock… post-tutto 😉

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