INSIDE BROADCAST

INSIDE BROADCAST: Un giorno nelle orecchie degli altri [Live stream di Chris Cutler]

La pagina ufficiale su Radio Art Zone in streaming dal 12 al 13 luglio 2022:

https://radioart.zone/tuesday-12-july

Per questa giornata ho chiesto a persone che conoscevo di registrare, in tempo reale e inediti, dai cinque ai venti minuti della loro vita – al lavoro, in un ambiente che vorrebbero condividere o ad una manifestazione pubblica – sul principio che, avulso dal altri sensi e non filtrati da obiettivi e aspettative, i suoni della vita quotidiana ci coinvolgono per impostazione predefinita, perché ci siamo evoluti istintivamente per leggerli e rispondere ad essi. Significano qualcosa per noi perché li carichiamo di riflesso con le nostre associazioni ed esperienze. Ma appaiono anche, spogliati dei loro contesti, onirici, miracolosi, o semplicemente sbagliati: il tempo è sfasato.
Eppure in qualche modo questo non è preoccupante; può anche essere confortante.
Quando sogniamo, i nostri riflessi motori si disimpegnano; il nostro cervello potrebbe sfuggire a potenziali danni, ma le nostre gambe non si contraggono nemmeno. Da questo punto di vista una registrazione è un po’ come un sogno: non siamo davvero su un treno; la folla non è effettivamente fuori dalla porta; l’artista precedentemente noto come Prince non si esibisce nelle nostre teste. E questo rende le registrazioni, come i dipinti, interessanti, perché possiamo ascoltare con i nostri riflessi disimpegnati e tuttavia rispondere per metà ad essi, come se lo fossero – un effetto indotto quando due antichi livelli del cervello rispondono in modo diverso ma simultaneo alla stessa stimolazione. Disimpegnati dalle conseguenze tangibili, possiamo rispondere ed essere consapevoli di noi stessi che rispondiamo. Noi possiamo. Non che succeda molto spesso, generalmente siamo troppo distratti da obiettivi o paure o dialoghi interiori. Ma la possibilità c’è.
Per essere chiari, la mia intenzione con questa trasmissione non è di intrattenere o educare o incoraggiarti ad assaporare o oggettivare i suoni di sottofondo quotidiani che così spesso trascuriamo. Potrebbe succedere. Spero che lo faccia. Ma non è questa la mia intenzione (e comunque molte altre persone sono su quella strada). Intendo piuttosto che questa trasmissione sia come una finestra aperta attraverso la quale il traffico mondano della vita può andare alla deriva senza conseguenze – da seguire o meno in base al tuo umore e al tuo livello di curiosità. Allo stesso tempo è un’opportunità per abitare le orecchie di altre persone, o per andare alla deriva da un orecchio all’altro ed essere altrove – non in modo dimostrabile ma casualmente e per la maggior parte solo ai margini dell’appercezione (l’accorgersi di percepire). Sento Eric Satie gridare al suo pubblico “Smettete di ascoltare!” E allo stesso modo, lo scopo di questo programma è mormorare in sottofondo, non desiderando essere ascoltato, solo colorando l’aria; forse modificando il tuo stato d’animo a livello semi-cosciente e occasionalmente attirando più attenzione – come una finestra che si affaccia su altre vite; un Mar dei Sargassi di frammenti di tempo orfani; un frammento dell’aleph, lì per essere ascoltato, ascoltato a metà, ascoltato, ignorato.
Quindi questa è la mia cornice, la mia intenzione: è ciò che le persone che dedicano tempo a progetti come questo devono avere per prendere decisioni. Ma ovviamente credo anche e ugualmente che, se ascoltati, questi frammenti del mondo, sollevati a casaccio dal fiume del tempo e senza alcuna importanza o conseguenza particolare, offrano infinite ricompense intellettuali ed estetiche – se desideri ascoltare a modo tuo verso di loro… o verso le intenzioni e le capacità dei contributori. Poiché la registrazione del suono ha reso possibili le arti audio per le quali le nostre culture non ci hanno preparato e per le quali non esistono regole accettate di appercezione o giudizio, questa trasmissione sperimentale è offerta come un insieme di esperienze *o *opportunità di percezione – piuttosto che come qualsiasi forma di comunicazione significativa.
Alla fine tutte le registrazioni sono suoni miracolosi di zombi che avrebbero dovuto far svanire questo spettacolo inconsistente, non hanno lasciato dietro di sé un “rack”. Eppure eccoli qui.
[Chris Cutler, dall’introduzione]

Immagina una radio che suoni ogni giorno diversa… Radio Art Zone è una stazione di arte radiofonica che trasmette nel sud del Lussemburgo da Radio ARA su 87.8 FM.