DIMITRI GOLOWASKIN, musicista (1958-2015)

Raramente sento una tale urgenza di pubblicare un intervento, ma la notizia di oggi della “Nuova Venezia” mi ha gettato in uno stato di profonda tristezza: non che si sia trattato di una sorpresa data la vita travagliata di Dimitri, ma per il sottoscritto é stato un fulmine a ciel sereno. Lo avevo recentemente incontrato per la strada e gli avevo esposto il mio desiderio di veder finalmente pubblicata in cd la sua unica e mitica cassetta “Music for vicious kids“, un titolo che considerata la sua parabola in questa vita terrena, appare oggi addirittura profetico. I suoi occhi si erano di colpo illuminati per la sorpresa e mi aveva dato il suo numero di cellulare: sarebbe stato davvero straordinario per lui e di grande aiuto nella vita sapere che il suo nome poteva apparire ancora nei migliori cataloghi ed essere scritto nelle pagine delle riviste specializzate. In questo genere di cose, si sa, ci vuole tempo ma avevamo già parlato di chi poteva detenere i diritti di quell’opera mai dimenticata e di come avremmo potuto integrarla con pezzi inediti ecc. Era uno dei progetti Diplodisc che avrei tanto voluto realizzare.
Dimitri era stata una delle persone più straordinarie della vita culturale di questa dura città e personalmente l’ho sempre ritenuto una grande influenza sulla mia formazione musicale: a metà degli anni settanta conduceva un incredibile programma radio (Radio Mestre?) dove trasmetteva musiche inconsuete e sperimentali con particolare attenzione al minimalismo. Ricordo ancora la sera che per la prima volta grazie a lui ho ascoltato “Discreet Music”… il tutto condito dalla sua anomala e simpatica pronuncia che gettava un alone ancor più misterioso sui rari dischi proposti. Pochi anni dopo, nel 1977, ho assistito ad una sua performance per organo e registratore a bobine in apertura del concerto degli Henry Cow alla Biblioteca Civica di Oriago, una serata che si sarebbe rivelata illuminante per la mia vita musicale.

Gli anni seguenti lo hanno portato a conoscere grossi nomi della scena alternativa italiana ma la fortuna non é mai stata dalla sua parte. Posso affermare senza dubbio che Mestre ha perduto un silenzioso ma sensibile artista la cui opera spero possa venir presto riscoperta e riascoltata.

A.M.

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