CALENDARIO PRESENTAZIONI “RIPRODUZIONE CASUALE”


“RIPRODUZIONE CASUALE, Sistemi d’ascolto non lineari” e CD “monti”: CALENDARIO PRESENTAZIONI (passate e future)

06.06.2022 ore 18:00: LIBRERIA FELTRINELLI c/o Centro Barche, Mestre (VE)

28.04.2022: BIBLIOTECA-Centro Culturale Andrea Mantegna, Piazzola sul Brenta (PD)

08.11.2021: REVEREND, Milano
23.10.2021: LOVAT-MOVING Records, Villorba (TV)
09.10.2021: GREEN RECORDS, Padova

08.10.2021: CHORUS/il GIRALIBRO, Mestre

RECENSIONE di Vittore Baroni su Blow Up.

SEGNALAZIONE da Social:


con Tony Pagliuca…


[Foto: Massimiliano Moschin]

PROSSIMI APPUNTAMENTI:
26.08.2022 Castello Festival-Palazzo Zuckermann, Padova
18.06.2022 Festa sul Nonsel, Pordenone
29.05.2022 Moving Records & Comics, Villorba (TV)

21.05.2022 Esoteric Pro Audio Theater, Villafranca (VR)

TONY PAGLIUCA NELLA CRIPTA DI SAN FERMO A VERONA.
[recensione]
IT: Negli anni, di concerti ne abbiamo visti tantissimi. Dei più disparati generi musicali. In giro per l’Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Ma quello a cui abbiamo assistito lo scorso 22 aprile nella cripta della chiesa di San Fermo a Verona, è andato oltre ogni immaginazione. Tony Pagliuca, indimenticabile tastierista de Le Orme uno dei gruppi su cui si è basato tutto il movimento Progressive italiano, ci ha letteralmente deliziato con la sua “Rosa Mystica” nella prima parte della serata. Nella seconda, come era ovvio che fosse, sono arrivati i brani più famosi de Le Orme e una cover a sorpresa di Claudio Rocchi. Con Tony, alle tastiere e alla fisarmonica, alla voce c’era Elisabetta Montino, Alessandro Monti alla chitarra e al basso e Ilic Fenzi alla tromba. “Rosa Mystica” è una rilettura in musica del Santo Rosario, e mettere in musica 50 Ave Maria, forse la preghiera più amata del cristianesimo, deve aver comportato un notevole lavoro sia dal punto di vista concettuale che da quello della composizione. L’esecuzione in sé è talmente particolareggiata e difficile al tempo stesso, che i musicisti al folto pubblico presente nella cripta hanno chiesto il silenzio assoluto. E lì, in quel silenzio irreale ma etereo allo stesso tempo, abbiamo assistito e ascoltato qualcosa di talmente coinvolgente, mistico e religioso che ogni tanto bisognava guardarsi in giro per rendersi conto di dove in realtà eravamo. Tony Pagliuca ha iniziato questo lavoro oltre sette anni fa in collaborazione con il compianto maestro Vittore Ussardi, arrivando a pubblicare il lavoro sulla fine del 2021. Ci sono talmente tante sfumature in questa “Rosa Mystica”, che si fa fatica a capire quello che abbiamo ascoltato. Però, l’ambientazione nella cripta di San Fermo ha senza dubbio aiutato i musicisti e il pubblico ad entrare in una specie di coesione forte, anzi fortissima, che alla fine ha dato i propri frutti. Da manuale, inoltre l’idea di Tony “nascondere” in mezzo ai banchi della chiesa il coro San Gaetano di Pozzo di San Giovanni Lupatoto, magistralmente condotto dalla maestra Lee Chia-Jung, che ha notevolmente avvolto in una sorprendente atmosfera i suoni che arrivavano dall’altare, tanto da obbligare a delle vere e proprie espressioni di meraviglia e stupore gli appassionati presenti. Il resto lo fanno Tony con le sue tastiere e la sua fisarmonica, la discreta chitarra e il basso preciso di Alessandro e la voce ineguagliabile di Elisabetta, capace di dare colore, calore, profondità e dolcezza quando lo spartito lo richiede, e non solo, preziosi i contrappunti di Ilic con la sua tromba. Nemmeno il tempo di fare un paio di foto con tutto il coro ai piedi dell’altare, che Tony dà inizio alla seconda parte del programma della serata. Si parte con “Sguardo verso il cielo” il primo vero hit de Le Orme, per continuare con Claudio Rocchi e la sua meravigliosa “La realtà non esiste”, una delle prime “preghiere psichedeliche” italiane. E poi di seguito “Ritratto di un mattino”, “Pietro il pescatore”, “Il poeta prima di dormire”, “Immagini”, per arrivare, finalmente, a “Gioco di bimba”. E qui, ci siamo girati ad un certo punto, per vedere se effettivamente dal muro vicino a noi “si staccava un’ombra furtiva” che ci facesse battere il cuore. “Vis de priimaveri” chiude il set. Ma c’è ancora tempo per una versione di “Canzone d’amore” eseguita dal solo Tony e che, sicuramente, ha fatto venire i brividi a più di una persona. La serata finisce con una “Ave Maria” in chiave blues e un’ultima “Improvvisazione” [Evasione Totale], che chiude in maniera psichedelica una notte da ricordare a lungo. [Luca Sguazzardo]

ROSA MYSTICA:

SECONDO TEMPO – promo clip:

EN: Overthe years, we have attended many concerts of the most disparate musical genres, around Italy, in Europe and in the United States. But what we witnessed last April 22 in the crypt of the church of SanFermo in Verona, went beyond all imagination. Tony Pagliuca, unforgettable keyboardist of Le Orme one of the groups on which the whole Italian Progressive movement was based, literally delighted us with his “Rosa Mystica” in the first part of the evening. In the second, as it was obvious, the most famous songs of Le Orme and a surprise cover by Claudio Rocchi arrived. With Tony, on keyboards and accordion, was Elisabetta Montino on vocals, Alessandro Monti on guitar and bass and Ilic Fenzi on trumpet. “Rosa Mystica” is a musical interpretation of the Holy Rosary, and setting 50 Ave Maria to music, perhaps the most beloved prayer in Christianity, must have involved considerable work both from a conceptual point of viewand from that of composition. The performance itself is so detailed and difficult at the same time, that the musicians from the large audience in the crypt asked for absolute silence. And there, in that unreal but ethereal silence, we witnessed and listened to something so engaging, mystical and religious that every now and then we had to look around to realize where we really were. Tony Pagliuca started this work over seven years ago in collaboration with the late maestro Vittore Ussardi, and he published the work atthe end of 2021. There are so many nuances in this “Rosa Mystica” that it is hard to understand what we have heard. However, the setting in the crypt of San Fermo has undoubtedly helped the musicians and the public to enter into a kind of strong, indeed very strong cohesion, which in the end paid off. Also from the textbook, Tony’s idea of “hiding” the choir of San Gaetano di Pozzo from San Giovanni Lupatoto in the middle of the church pews, masterfully led by teacher CHIA-JUNG LEE who considerably enveloped the sounds that came in a surprising atmosphere. from the altar, so much so as to force the attending enthusiasts to make real expressions of wonder and amazement. The rest is done by Tony with his keyboards and accordion, Alessandro’s discreet guitar and precise bass and Elisabetta’s incomparable voice, capable of giving color, warmth, depth and sweetness when the score requires it, plus Ilic’s counterpoints with his trumpet are precious. Not even the time to take a couple of photos with the whole choir at the foot of the altar, as Tony starts the second part of the evening’s program. It starts with “Sguardo verso il cielo”, the first real hit of Le Orme, to continue with Claudio Rocchi and his wonderful “La realtà non esiste”, one of the first Italian “psychedelic prayers”. And then “Ritratto di un mattino”, “Pietro il pescatore”, “Il poeta prima di dormire”, “Immagini”, finally arriving at “Gioco di bimba”. And here, we turned around at a certain point, to see if an actual furtive shadow (“un’ombra furtiva” in the original text) was actually coming off the wall near us that made our hearts beat faster. “Vis de priimaveri” closes the set. But there is still time for a version of “Canzone d’amore” performed by Tony alone and which, certainly has given chills to more than one person. The evening ends with a bluesy “Ave Maria” and a last “Improvisation” [Evasione totale], which psychedelically closes a night to remember for a long time [Luca Sguazzardo]

Rosa Mystica poster VR


Foto: Luigi Fincato [prova di Rosa Mystica a Mestre]



Fermo immagine dal video [Evasione Totale, San Fermo VR]

Le immagini del concerto di Nico & Tangerine Dream alla cattedrale di Reims (1974) avevano affascinato la mia mente di adolescente: una voce straordinaria accompagnata da un semplice harmonium era abbinata ad un muro di avveniristici sintetizzatori, quasi a voler rappresentare una spiritualità senza confini e una continuità musicale tra antico e moderno, umano e tecnologico. Nella suggestiva cripta di San Fermo a Verona hanno risuonato inedite note “sotterranee” che, con l’uso di una strumentazione minimale, hanno ricreato in modo radicale l’idea di “Rosa Mystica” dimostrando le infinite possibilità del materiale composto da Tony Pagliuca. Un’esperienza memorabile per tutti i presenti.

Tony Pagliuca – tastiere, fisarmonica
Elisabetta Montino – voce
Alessandro Monti – campana, basso elettrico, chitarra acustica
Ilich Fenzi – tromba

“monti” : prima recensione (…e non solo)

Sul tavolo ci sono due caffè, un bicchiere d’acqua e una pastarella soffice chiamata Zurigo, i seggioloni di similpelle sono comodi, l’assetto giusto per una chiacchierata. Alessandro con la sua verve rigorosa e ironica prende a parlare, dipana una trama di fine tessuto, fili sottili e luminosi si intersecano con altri fili e nodi e poi snodi, una partitura musicale perché di musica si parla, quella musica , quella vasta regione di cui possiede mappe coi sentieri segnati che portano a radure illuminate; insegue capricci e curiosità, si diverte e mi diverto a inserirmi in quel flusso che ormai è divenuto discorso: un serpente di mercurio sceso dall’albero.
Giorni addietro mi ha sorpreso col suo libro, un lavoro impressionante dove gli aneddoti si intrecciano ai saperi e la competenza trova parole nell’umorismo e poi nella riflessione screziata nei toni dal suo andare onesto, dal lasciare spazio e respiro per ancora tante cose, tanti pensieri, tante musiche. Di musiche parla il suo libro, di tutte le vicende, le occasioni, le scoperte, le indagini e i viaggi che gli hanno permesso di farci lettori attenti del suo lavoro di scrittore.
Stasera, al tavolo, tra i caffè, spunta un cd, con una bella grafica di un verde tendente al giallo (o un giallo tendente al verde) e blu, il suo recentissimo, nuovissimo cd. “Mi piacerebbe che tu scrivessi le tue impressioni, naturalmente se ti piacerà” dice, ne sono lusingato, non sono un critico né un musicista semmai un ascoltatore credo di buon gusto e per questo so che mi piacerà; non è una decisione, non è una scelta è un’atmosfera , un silenzio che si fa presente tra il chiacchiericcio, un gusto che assaporo mentre ne parliamo.
Nel brano di apertura una poetica degli opposti si afferma subito con grande delicatezza, i mondi si incontrano e si uniscono grazie all’alchimia di una voce soffusa, notturna, interrogativa la trasformazione avviene senza nulla mescolare, in tenero equilibrio, un fremito appassionato, riconoscente.
Nella seconda traccia troviamo, sotto i portici, nei pressi del Caffè, in un angolo nascosto, un cortile riparato dal pavimento a quadri e qui un tavolo basso carico di alambicchi gorgoglianti: la materia si trasforma e si colora, ammutolisce per qualche istante e poi riprende sommessamente a liquefarsi per poi solidificarsi.
L’atanor degli alchimisti risplende di un profondo fuoco interno, solve et coagula, solve et coagula… Con gli occhi lucidi usciamo dal cortile e percorriamo ombre e luci sorprendendoci, echi di passi, improvvise apparizioni, un mondo si mostra: tappeti sonori che sfociano repentinamente in piccole radure dove suono e silenzio si accolgono.
Come nella scienza l’osservatore è parte integrante dell’esperimento così nella musica, a mio parere l’ascoltatore è parte dell’esecuzione, è così che si trasforma l’elemento sonoro, così, quando la musica è di valore, ogni ascolto rinnova, evolve, cambiando l’ascolto, la musica e l’ascoltatore.
Ora sono lusinghe quelle che mi giungono, un incedere lento, paziente misterioso, chè la musica è mistero che mai si rivela del tutto, forse il suo mistero è di restare sempre misteriosa. Un altro giardino segreto, altre ampolle riscaldate sobbollono e inventano un vento basso che accarezza i passi verso la prossima stanza. Una voce sorge dai suoni senza del tutto affrancarsi sono di sicuro indizi.
Forse ci siamo smarriti, le luci paiono opache e un suono incantatorio ci sospinge in avanti con molte domande sulle labbra e un sorriso un poco tirato. Il suono incombe e l’aria matura elettricità, passi incerti, nel magma della nigredo eppure non ci sentiamo affatto respingere, anzi col tremore la curiosità ci sorregge poiché l’aria si apre severa e un soffio ci attrae.
Possiamo un poco rilassarci, leggere distillate note di chitarra e suoni lunghi e un pianoforte discreto ci riportano nella quiete, le luci soffici dei lampioni illuminano un pavimento traslucido le foglie del primo autunno sollevate dalla brezza percorrono sentieri noti solo a loro.
Sette e sette erano, come i giorni della creazione in cui i principi si fecero noti e anche il sapere e la dialettica degli opposti e il loro superamento e forse, perché no, anche la musica è nata in quel tempo, se tempo c’era, magari è un fatto poco noto, magari è proprio la musica che può rivelarci i misteri del tempo che forse si mostra solo nel calore, nell’atanor. Che sia l’alba ora?
Credo proprio di si, è un’alba energica un’alba che non abbandona la notte perché ricordiamoci che siamo dentro una trasformazione, nel cambiamento; Alessandro ha gettato i suoi dadi, il gioco si è mostrato, il sentiero si è tracciato percorrendolo ora, un altro lancio di dadi s’il vous plait.
[CLAUDIO TESSER – Radio Sherwood]

OUT NOW!

REVIEWS:

BLOW UP:
BlowUp_283_Dic2021_AlessandroMonti


TomTomRock:

Recensione: Alessandro Monti – Monti

ALTRE REVIEWS ONLINE:
https://www.barrylamb.com/archive/alessandro-monti-monti

https://nonsoloprogrock.blogspot.com/2021/10/alessandro-monti.html

RIPRODUZIONE CASUALE: il libro!

Finalmente disponibile:
RIPRODUZIONE CASUALE
Sistemi d’ascolto non lineari.

[Arcana Edizioni, 2021]

GIA’ DISPONIBILE IN TUTTE LE LIBRERIE E IN RETE…

INFO:

ECCO IL LINK DIRETTO ARCANA :

Alessandro Monti – Riproduzione casuale. Sistemi d’ascolto non lineari

INTERVISTA di Donato Zoppo su JAM TV:
https://www.jamtv.it/primo-piano/riproduzione-casuale-i-sistemi-dascolto-di-alessandro-monti#.Ykfv0jXOPIW

“monti” CD preview


MP& Records / G.T. Music Distributon

“monti” (MPCD 97) è il primo album solista di Alessandro Monti disponibile da Ottobre 2021; ecco un’anteprima video:

“monti” – alessandro monti [CD teaser] from monti on Vimeo.

Video clip created by Ruth Tidmarsh of the historic punk / art rock group Alternative TV based on the cover image. The original idea behind the artwork was to visually represent the stretching and transforming of sounds, as if it was a real score. Ruth further helped to create the illusion of movement with her animation: the audio excerpts were intentionally edited in reverse order of the audio cd.

GET IT AT:
https://www.gtmusic.it/it/compact-disc/4390-alessandro-monti-monti-cd-8001902100975.html

SPOTIFY:

ITALIANO: Spotify (come YouTube) è un insulto ai musicisti e alla fruizione stessa della musica, quello che devolve ai musicisti sono briciole che non servono a far crescere la musica e la cultura; pertanto prendiamolo come strumento d’ascolto e se le musiche sono interessanti acquistiamo i dischi

ENGLISH: Spotify (like YouTube) is an insult to musicians and to the actual enjoyment of music, what it donates to musicians are crumbs that do not help to make music and culture grow; so let’s take it as a listening tool only, and if the music is interesting please buy the records

MINIATURES 2020: l’ultimo minuto.

Il progetto Unfolk chiude le trasmissioni nel migliore dei modi partecipando con il brano Miniatura Luigi Russolo al prestigioso tributo di Barry Lamb. La mitica compilation datata 1980 è ritenuta un vero e proprio oggetto d’arte che ha lasciato il segno nella musica indipendente: un solo minuto di musica ma il più importante!

Questo il link per il box:

http://www.rermegacorp.com/mm5/merchant.mvc?Screen=PROD&Category_Code=&Product_Code=62RC1%2F2-++Special+ReR+Edition.&Store_Code=RM

MINIATURES 2020 – 40TH ANNIVERSARY EDITION

2 CDs in a DVD case with a thick 68p book. 124 assorted artists. This is the third in a noble series: the first was Morgan Fisher’s now legendary 1980 classic, then in 2000 his expanded volume two; now – another twenty years on – Volume three, an even further extended homage to Morgan’s minimal but cornucopian concept, which was simplicity itself: invite a selected body of artists to make a one minute composition and then group them together in through-listening blocks. This, the 40th anniversary edition, features 124 contributors.

Full list of contributors:
A Powdered Theorem, About Now, Adam Absent, Alahuta, Alan J Stuart, Albie Donnelly’s Supercharge, Alternative TV, Andy Ellison, Angel Corpus Christi, Apartment House, Attila The Stockbroker, Barry Lamb, Basil Kirchin, Ben Hewerdine, Bendle & Dean “Speedwell” Brodrick, The Bevis Frond, Big Al Davies, Billy Bragg, Blabbermouth, Bob Drake, Boo Hewerdine, Bringers Of Change , Bruce Woolley, Census Of Hallucinations, Chris Cutler, Clive PiG, Das Rad, David Cross And Mori, David Cunningham, David Jackson, David Thomas, dilate., Dylan Howe, Elena Theodorou, Emperor Rhubarb, Eyeless In Gaza, Ezio, Findlay Napier, Francesco Paolo Paladino & Ka, Fred Frith, Frenzid Melon, Gary Clail Soundsystem, Geoff Leigh & Cristiana Vignatelli Bruni, Geoffrey Richardson, Grand Hotel ,Greta Aurora, Hadar Manor, Half Japanese and Dot Wiggin, Hanging Freud, Hazel Jones, Helen McCookerybook, Henry Kaiser, Henry Priestman, Ihrsan, The Intercontinental Philharmonic Orchestra & Royal Choir, Isatta Sheriff, The Jaded Tea Time Orchestra, Jake Burns, Jasun Martz, Jayne Mason, Jim Tetlow, Joby Burgess, John Dunbar, John Ellis, John Greaves , John Otway, John Simms’ Light Trails, Jon Owen, Kev Hegan, Kevin Hewick, Lester Square, Lobby Lud & The Luddites, Lorraine Bowen, Magda Archer & The Cola Cubes, Martin Newell, Martin Stephen, Masonic Kitchen, Matmos, Matt Dangerfield & Margaret Barry, Mike Adcock, The Miniatures Family, Mitch Friedman, Mr B The Gentleman Rhymer, MX-80 Sound, Neil Luck, The Neu Psodyms , Nick Haeffner, Pariah State Building, Peter Blegvad, Phil Doleman, Pompadour, R. Stevie Moore, Rapoon, The Residents, Ric Sanders, Robert Le Plar, Rosie Abbott, Sean WO Smith, Sensible Gray Cells, Sherwood & Pinch, Shiva Feshareki, Shop Girls, Sigh Figh, Simon Steensland, Six Armed Man, Sonja Kristina & Robert Norton, Steve Johnson, Stewart Lee, Stuart Moxham, Tears Of Sirens, Terry Riley & Sara Miyamoto, Tom Robinson, Toyah with Simon Darlow and Bobby Willcox, Two Headed Emperor, The Ukulele Orchestra of Great Britain, Unfolk, Wavis O’Shave, William Hayter, Yumi Hara.

[including members of Van der Graaf Generator, Curved Air, Zoviet France, Stomu Yamashta’s Red Buddha Theatre, Soft Machine, Fairport Convention, The Blockheads,The Stranglers, John’s Children, Alternative TV, Caravan, The Damned, Global Village Trucking Company, King Crimson, Adam and the Ants and The Monochrome Set. It’s a snapshot, a sampler, a box of variety and delights – and a window on the state of play]

Review in WIRE MAGAZINE:
Miniatures 2020
Various
The 62nd Gramophone Company 2xCD

The sleevenotes for Morgan Fisher’s 1980 compilation Miniatures describe how “no attempt was made to find a perfect running, order”. This is partly because the possible permutations of 51 tracks equal a figure 63 digits in length. In spite of its random sequencing (or because of it) little pockets of weirdness gather together – slapstick brass from Trevor Wishart tumbles into John White’s angular chimes, Pete Challis and Phil Diplock’s concrete “My Way” idles toward Robert Wyatt’s looped and layered vocals on “Rangers In The Night”.
Miniatures 2020 – compiled by Barry Lamb to celebrate the 40 year anniversary of Fisher’s original – seems, initially, more planned in its sequencing. Opening with Bendle & Dean Brodrick’s “I Am Sitting In A Womb” and closing with “Mass Extinction Event” by The Miniatures Family, the narrative appears to moves from fleshy creation to fiery destruction. The mad bundle in the middle, however, is less coherently ordered and closer to the thrilling but bonkers bric-a-brac of its predecessors.
Similarly, each track is also musically tight and conceptually svelte, like a sonic haiku. Limiting tracks to one minute results in an economy and urgency that is completely engaging. “Shame” by Bringers Of Change sounds like piano practice in a drained swimming pool, before the narrator flings the story into the cosmos, while
“White Christmas” by Lester Square sets pieces of Christmas songs against the sampled speech of Donald Trump. Hearing this shortly after the tense capitulation of his presidency, these unhinged rantings feel chilling, magnified somehow against the queasy festive snippets.
Like Miniatures 2, compiled and released by Fisher in 2000, the central concept is expanded and made more contemporary. The Residents return with “Irish Wife”, their usual unsettling wonk transposed to church organ, but instead of Pete Seeger’s banjo take of “Ode To Joy”, Billy Bragg electrifies it. Instead of Norman Lovett’s perfect impression of John Peel, Stewart Lee’s track “Skippy (After Frank Skinner)” takes some of the non sequitur surrealism of his spoken word work with Capri-Batterie, propping it instead against sweet guitar notes and rising feedback.
It’s one highlight on a record that contains many, each of them a perfectly machined example of discipline and craft. But this record’s greatest achievement is to capture the same peculiar spirit seeping through the original, scattering about pockets of weirdo energy so that all two hours are a joy to behold.

[Spenser Tomson, WIRE magazine]

…e ancora un’esauriente recensione online su:

https://www.tomtomrock.it/

Approx google translation:

Forty years after the first, here are the new, strange and lightning-fast Miniatures.

The 1980 Miniatures record saw the light when the very active British musician Morgan Fisher (keyboardist of Mott The Hoople his best known assignment) compiled a list of the artists with whom he would be happy to collaborate on his album. The list soon grew out of all proportion, Morgan was sorry to have to make a choice and thus the idea was born of inviting them all to participate with a piece each, only one minute long.
Miniatures was a magmatic suite of 51 pieces mixed together; the responsibility for the final result was not only of the individual authors, many of them prestigious, coming from the most disparate musical fields, but of Fisher himself, who combined the various fragments, following an apparently random order. It was a triumph of creativity, inspiration, DIY ethics and aesthetics, and prophetically anticipated the blob of listening to which we often undergo today, in the age of hyperconnection and data bulimia, when we immerse ourselves in YouTube. or Spotify and we can’t resist the temptation to do a continuous and rapid zapping.

Year 2000: the second Miniatures and, recently, the third

In 2000 Miniatures 2 celebrated the 20th anniversary of the album’s release with a new collection which, thanks to the CD format, could reach 60 “micro-compositions”. Now with the double cd Miniatures 2020 the tracks of one minute each in duration are even 124, divided into 6 imaginary sides of a triple vinyl, with 6 long and kaleidoscopic collages separated by a few seconds of silence. This time Morgan Fisher limited himself to giving his approval and encouragement, while the enormous work of collecting and assembling the songs was carried out by a group led by Barry Lamb, veteran and tireless craftsman of the British experimental underground scene, who he claims to have been very inspired in his time by listening to the original album 40 years ago.
The box comes complete with a full-bodied booklet, full of information, accompanied by beautiful surreal and grotesque illustrations that perfectly interpret the spirit of the operation. In addition to the notes of the curators and musicians, there is an interesting essay by the Italian journalist Luca Ferrari who analyzes and deepens the nature and implications of this bizarre project.

How to listen to Miniatures 2020?

Miniatures 2020 is a new experience even for the most savvy users, it requires abandoning the rituals and established listening habits. The literary form that comes closest to these miniaturized songs is haiku, many of these turn out to be sudden and unsettling like Zen lighting, with the same irony and the same taste for paradox. I chose to dive into listening and let myself be stunned, like a long and exciting ride on a roller coaster. Only later did I go to see who played what, to search for titles and authors, to read their notes, I found a mine of sources of inspiration for subsequent listening. Each episode is a potential seed, a spore that promises to give life to stories far longer than a minute.

The construction of the disc

I don’t know if Barry Lamb made a casual juxtaposition like Morgan Fisher, it certainly wasn’t a coincidence to start it all with a piece describing the experience of an embryo and ending with another one that talks about mass extinction. Between these two extremes there is a world: folk ballads, captivating power pops, bizarre plunderphonic collages, noise breaks, home experiments, recited curtains, instrumentals with a jazz flavor, funk or dub… It is difficult to find a musical genre that is not represented; all the authors interviewed won the challenge, managing to express themselves fully within 60 seconds, without offering simple extracts or mutilated fragments. Many are specially conceived compositions, others come from the archives (even posthumous, in the case of some artists already deceased).

The power of chance

I have avoided mentioning single names so as not to get lost in the labyrinth and because I think that this monumental work is to be considered as a whole, but you can read and listen to them all here. Some of them had already participated in the 1980 album. If your CD player has the shuffle function, I recommend that you vary the listening experience, make it new every time by relying on chance.
Miniatures 2020 was conceived and built during the lockdown, a difficult and painful period that was interpreted as an opportunity, thanks to which creativity, and therefore life, got a revenge.
(review by Mirco Delfino)


e una cartacea di Vittore Baroni in BLOW UP di giugno 2021:


micro culture :: live streaming

M9 – MUSEO DEL ‘900 Venezia Mestre

Micro Culture Live streaming – YouTube:

foto di Alessandro Scarpa – M9

 

Storia di un duo multiplo.

Grazie alla tecnologia abbiamo dato forma ad un’idea: aggiungere strumenti ai nostri strumenti, in tempo reale.
La musica d’insieme di questi tempi è un azzardo, una palestra dove non ti è più nemmeno concesso provare, dove l’esercizio è individuale e dove il suono reciproco è pura immaginazione. In una situazione del genere, l’errore è il dono umano più prezioso. Ma ecco che arriva il momento di guardarsi negli occhi e interagire senza rete: questa è vera comunicazione, l’unica che ci resta.


il link alla limited edition del disco:

https://alessandropizzin.bandcamp.com/album/microculture

image.jpeg

Foto di Alessandro Scarpa – M9
Foto di Aldo Gambardella
Foto di Aldo Gambardella

unfolk :: the diplodisc years 2006-2014 :: diplobag!

Limited edition diplobag :: 100 copie numerate (special price) contenente i seguenti albums:

UNFOLK + LIVE BOOK (2CDs)
THE VENETIAN BOOK OF THE DEAD
SPIRITDZOE
DIPLOCOMP
+ POSTER BOOKLET
con foto e le note di Luca Ferrari (Ghettoraga blogspot).


DISCOGS LINK:

https://www.discogs.com/release/15714166-Unfolk-Alessandro-Monti-The-Diplodisc-Years-2006-2014-Diplobag

L’immagine del sottoscritto seduto in cucina che incolla con un pennello tutte le copertine in cartoncino del primo compact disc, é il vero punto di partenza del progetto Unfolk/Diplodisc. Nata come veicolo della mia produzione musicale grazie all’incoraggiamento di qualche amico, Diplodisc non é mai stata una vera label nè il marchio é mai stato depositato: infatti quel logo é stato riciclato e adattato da un foglietto di istruzioni per CDR, quasi un sampling grafico… ma le copertine (i cui diritti sono stati ottenuti nella piena legalità) sono state straordinarie: da Alberto Martini a Paul Delvaux hanno rappresentato perfettamente i suoni contenuti all’interno dei capitoli Unfolk. Dal punto di vista tecnico ho sempre voluto raggiungere un livello di produzione professionale che potesse essere all’altezza dei dischi che ascoltavo, e anche se nella maggior parte dei casi gli sforzi economici sono stati notevoli, i risultati sono andati ben oltre le mie aspettative. Ho festeggiato da poco con una vera etichetta (MP& Records) i 10 anni di attività, ma il periodo documentato da questa diplobag rappresenta la partenza e la lenta evoluzione di una personale esigenza creativa: come tale é stata parte integrante della mia vita; e nel caso di The Venetian Book Of The Dead la musica si é sviluppata lentamente nella coscienza locale. Oltre ai primi dischi targati Unfolk qui presenti nelle versioni originali, colgo l’occasione di includere Diplocomp la prima e unica compilation dell’etichetta: una sorta di presentazione di vari artisti collegati al mio lavoro senza alcuna barriera stilistica; spero che la musica che ho avuto il piacere di raccogliere in quel disco, possa essere riscoperta ed apprezzata come fosse un lunghissimo bonus. Non ho mai amato gli artisti che fanno uscire 2 o 3 dischi l’anno, spesso ripetitivi e senza nuove idee: ho sempre pensato che l’importante sia fare poco e bene, talvolta il nostro processo creativo é stato fin troppo lungo e tortuoso, ma così dev’essere. Anche se non ho mai voluto dare una vera immagine al Collettivo desiderando che la musica parlasse da sola, per una volta le foto live del booklet possono documentare alcuni momenti del percorso. Da quei primi cartoncini incollati a mano ne é passata di acqua sotto i ponti e, nonostante non mi sia mai posto degli obiettivi precisi, Unfolk/Diplodisc si sono lentamente guadagnati una piccola nicchia nella scena indipendente internazionale. In questa diplobag ho voluto mantenere fino alla fine la natura fai da te (DIY) delle nostre uscite, creando qualcosa di diverso: una borsetta in carta riciclata che raccolga i nostri primi lavori. Ogni cd é una diversa avventura musicale: ora non Vi resta che ascoltare!
[A.M.]

INTONARUMORI: IERI ED OGGI

Chi l’avrebbe mai detto che Diplodisc e Recommended (il mio cat. preferito di musica creativa) avrebbero un giorno lavorato insieme? Sono davvero felice del risultato, un lavoro durato più di due anni e che finalmente arriva al traguardo. Inutile dire che é stato un vero onore per me.
LINK UFFICIALE ReR Megacorp:
http://www.rermegacorp.com/mm5/merchant.mvc?Screen=PROD&Product_Code=ReR1913%2FDSP02&Store_Code=RM

FRANCO CASAVOLA, CHRIS CUTLER, ANDRZEJ KARPINSKI, SILVIO MIX, ALESSANDRO MONTI, NICK SUDNICK.
Intonarumori: Ieri ed Oggi [£12.50] ReR1913/DSP02

New and old compositions for Luigi Russolo’s legendary Intonarumori. After publishing his visionary manifesto, the Art of Noises, in 1913, the futurist painter Luigi Russolo designed and built a revolutionary family of new instruments with which to compose with noise: black, wooden boxes, fitted with huge acoustic horns, crank-handles (to drive them) and levers (to vary the pitch). They came in different varieties – designed to give composers access to five of what Russolo had identified as ‘the six families of noise’, namely:
1. Roars, Thunderings, Explosions, Hissing roars, Bangs, Booms
2. Whistling, Hissing, Puffing
3. Whispers, Murmurs, Mumbling, Muttering, Gurgling
4 Screeching, Creaking, Rustling, Buzzing, Crackling, Scraping
5. Noises obtained by beating on metals, woods, skins, stones, pottery, etc.
6. Voices of animals and people, Shouts, Screams, Shrieks, Wails, Hoots, Howls, Death rattles, Sobs.
There followed concerts and the obligatory riots – and then war intervened; and although Russolo resumed the project afterwards it was always too extreme for the musical world to adopt, and so Russolo remained until the end of his life, a lone voice in the wilderness. By the end of the Second World War all the surviving instruments had been lost or destroyed. Until, 52 years later, in 1977, the Venice Biennale commissioned early music specialist and instrument builder Piero Verardo to research and reconstruct some of the instruments for their festival. He built twenty different varieties – and seven of these are what made this record possible. Alessandro Monti visited Professor Verardo and recorded a number of demonstrative performances on the reconstructed instruments. He then selected three percussionists: Cutler (from Henry Cow, Art Bears, Cassiber, Pere Ubu…), Karpinski (from Reportaz) and Sudnick (from Zga) to compose pieces for them. They came up with three very different approaches, which are documented here, along with short assembly by Monti himself. Also on this CD are two rare-as-hens-teeth recordings of orchestral works composed using the original instruments in the 1920s, and recorded here for the first time using the reconstructions. Beautifully packaged in a threefold digipack featuring four impressive paintings by Futurist Ivo Pannaggi and an explanatory text.

Questo é un breve trailer con estratti dal cd:

Ecco le immagini originali usate per la grafica del cd: opere di Ivo Pannaggi (1901–1981), per gentile concessione del Centro Studi Pannaggi.


il costruttore (1926)


astrazione prospettica (1925)


castello dei prigionieri (1941)


funzione architettonica h-o3 (1926)


angoscia (bozzetto gh2 realizzato per il dramma L’angoscia delle macchine)


[Andrzej Karpinski in his timeless studio!]

NOTA INTERNA (traduzione Italiana):
I futuristi hanno svolto questo compito nel campo della cultura borghese: hanno distrutto, distrutto, distrutto, senza preoccuparsi se le nuove creazioni, prodotte dalla loro attività, fossero nel complesso un’opera superiore a quella distrutta: hanno avuto fiducia in se stessi, nella foga delle energie giovani, hanno avuto la concezione netta e chiara che l’epoca nostra, l’epoca della grande industria, della grande città operaia, della vita intensa e tumultuosa, doveva avere nuove forme, di arte, di filosofia, di costume, di linguaggio: hanno avuto questa concezione nettamente rivoluzionaria, assolutamente marxista, quando i socialisti non si occupavano neppure lontanamente di simile questione, quando i socialisti certamente non avevano una concezione altrettanto precisa nel campo della politica e dell’economia, quando i socialisti si sarebbero spaventati (e si vede dallo spavento attuale di molti di essi) al pensiero che bisognava spezzare la macchina del potere borghese nello Stato e nella fabbrica. I futuristi, nel loro campo, nel campo della cultura, sono rivoluzionari; in questo campo, come opera creativa, è probabile che la classe operaia non riuscirà per molto tempo a fare di più di quanto hanno fatto i futuristi: quando sostenevano i futuristi, i gruppi operai dimostravano di non spaventarsi della distruzione, sicuri di potere, essi operai, fare poesia, pittura, dramma, come i futuristi, questi operai sostenevano la storicità, la possibilità di una cultura proletaria, creata dagli operai stessi.
(Antonio Gramsci – Socialismo e fascismo. L’Ordine Nuovo.)

Quando uscì il primo Manifesto Futurista nel 1909, il fascismo era ancora un evento lontano e Gramsci era un convinto sostenitore della sua essenza anarcoide e rivoluzionaria; purtroppo dopo gli anni ’20 le cose cambiarono drammaticamente e alla fine prevalse la tendenza Futurista più conservatrice e omologata al regime.

SIMULTANEITA’ FUTURISTA (nota)
Simultaneità Futurista é un brano nato all’ultimo minuto per completare l’opera del cd Intonarumori: Ieri ed Oggi. Era stato pensato come una variazione moderna dell’Inno Nazionale Italiano e di Va Pensiero di cui conserva alcuni passaggi nascosti, ma é approdato ad una struttura finale in cui il rumore fa da presagio a quella che ritengo sia una conclusione sinistra dell’intera opera; quel suono indistinto e nebuloso che si ripete nel finale annuncia non solo il silenzio della distruzione degli strumenti a causa della guerra, ma anche di tante vite umane… come se qualcosa si interrompesse e venisse dimenticato dallo scorrere del tempo. In origine volevo scriverne la struttura sotto forma di diagramma con i tempi, i ritardi progressivi delle tracce, gli interventi delle citazioni, ecc. Davo per scontato che il primo tentativo sarebbe stato una prova, ma quando ho riascoltato il risultato finale, non c’é stato bisogno di farne una seconda versione. Quindi non ci sono stati calcoli scritti o studi preparatori, ma solo riferimenti visivi approssimativi sullo schermo del computer.

Mentre altre città italiane continuano ad attribuirsi la gloria di essere le uniche patrie dell’arte futurista, organizzando manifestazioni che ben poco hanno dell’originale vena dissacrante e provocatoria, in questo caso Venezia ha organizzato un ciclo di registrazioni di livello internazionale per dare nuova vita agli strumenti perduti. Il successo dell’operazione va attribuito soprattutto al talento e all’entusiasmo degli esecutori provenienti dal Regno Unito, dalla Russia, dalla Polonia e dalla stessa Venezia: a loro il mio più sentito ringraziamento.
A.M.

“INTONARUMORI: IERI ED OGGI” E’ UNA COPRODUZIONE:

Sono stato recentemente ospite di Televenezia: ringrazio Maristella e Margherita per la preziosa collaborazione, ecco il clip TV:

Alessandro Monti rilancia la musica futurista

VEDERE ANCHE LA SEZIONE RECENSIONI SUL MENU.

Intonarumori a Battiti.

RAI Radio 3
BATTITI: Ad alta voce
11/06/2020

“Alziamo la testa, facciamoci sentire” – le parole di Moor Mother segnano l’inizio della nostra puntata in cui la musica è testimonianza di incontri o scontri nella diversità

ZAÏDI EL BATNI, Malik Yo Malik, da “AA.VV., Maghreb K7 Club: Synth Raï, Chaoui & Staifi 1985-1997” – Les Disques Bongo Joe BJR045 / Sofa Records SR003
IRREVERSIBLE ENTANGLEMENTS, The Code Noir / Amina, da “Who Sent You?” – International Anthem IARC0031 / Don Giovanni Records DG-202
VIBRATION BLACK FINGER, Can You See What I’m Trying To Say, da “Can You See What I’m Trying To Say” – Jazzman Records JMANLP121
VIBRATION BLACK FINGER, Only In A Dream, da “Can You See What I’m Trying to Say” – Jazzman Records JMANLP121
AKSAK MABOUL, Dramuscule, da “Figures” – Crammed Discs CRAM 300
AKSAK MABOUL, C’est Charles, da “Figures” – Crammed Discs CRAM 300
FRANCO CASAVOLA / CHRIS CUTLER / ANDRZEJ KARPINSKI / SILVIO MIX / ALESSANDRO MONTI / NICK SUDNICK, Rumori di zelo e diligenza / Rumori d’amore / Rumori di generosità / Rumori di generosità dei montanari polacchi, da “Intonarumori: Ieri Ed Oggi” – Diplodisc DSP02‎ / ReR Megacorp ReR1913
ZEITKRATZER & MARIAM WALLENTIN, Strange Fruit, da “The Shape Of Jazz To Come” – Zeitkratzer Productions zkr0025
SAMUEL ROHRER / MAX LODERBAUER / STIAN WESTERHUS / TOBIAS FREUND, Hibernation I, da “Kave” – Arjunamusic AMEL-LP720
SAMUEL ROHRER / MAX LODERBAUER / STIAN WESTERHUS / TOBIAS FREUND, Destination North, da “Kave” – Arjunamusic AMEL-LP720
DAVID GRUBBS & TAKU UNAMI, The Furthest Farthest, da “Comet Meta” – Blue Chopsticks BC32
JIM O’ROURKE, Shutting Down Here, da “Shutting Down Here” – GRM Portraits SPGRM001
ZEITKRATZER & MARIAM WALLENTIN, Cry Me A River, da “The Shape of Jazz to Come” – Zeitkratzer Productions zkr0025


QUI IL PODCAST Ad alta voce 11/06/2020
https://www.raiplayradio.it/programmi/battiti/archivio/puntate/

Un grazie dallo staff di Intonarumori: Ieri ed Oggi!
A.M.